Carsulae bellissima colonia romana
14 lug
La scoperta di un nuovo itinerario contiene in sé già una forte emozione per il viaggiatore attento, la scoperta di un sito archeologico rafforza tele emozionalità in un diadema di importanti memorie e connessioni riportate dalla storia, la scoperta di un habitat inalterato nei secoli e di un paesaggio originario costituisce un sopraffino piacere sensoriale e culturale al contempo.
Ebbene tutto ciò si ritrova a Carsulae, colonia e città romana, certamente uno dei siti archeologici romani di maggiore importanza e spettacolarità in Italia.
Carsulae si raggiunge facilmente dalla Villa di Monte Solare percorrendo la E45 in direzione di Terni e, superata Acquasparta, uscendo a Sangemini.
Immediatamente appare di Carsulae la favorevolissima posizione geografica, protetta come è ad est dalle pendici del poggio Chicchirichi, propaggine meridionale dei vicini e visibili Monti Martani, e spaziando su un pianoro appena ondulato in direzioni aperte ad ovest, a nord e a sud, ponendosi sulla vallata del torrente Naia, un immissario del Tevere.
Già dalla sua posizione geografica e dalla vista del territorio circostante si intuisce come la vis conservativa di questo sito archeologico sia sostanzialmente da ascrivere all’assenza di altri centri urbani in una ragionevole distanza per il riutilizzo, in questo caso mai avvenuto, dei materiali da costruzione lapidei e dei correlativi ornati. Ecco che Carsulae appare pressocchè integra, non commistionata dai vissuti di epoche successive a quella romana, e consente al visitatore l’immediata lettura del suo articolato impianto urbanistico e del tessuto funzionale dei diversi edifici pubblici, religiosi, privati e commerciali fino alle terme ed alla necropoli.
La via Flaminia attraversa interamente Carsulae, da Nord a Sud, costituendone la infrastruttura di maggior rilievo visivo e, data la pressocchè totale integrità della sua pavimentazione, insieme al paesaggio intatto ed indisturbato da intrusioni posteriori, offre un quadro di ineffabile bellezza.
Ai lati della via Flaminia si incastonano nei verdi prati le gemme monumentali: i templi gemini, il Foro, l’Anfiteatro, il Teatro, l’Arco di San Damiano, le terme, le cisterne e le tombe monumentali.
Carsulae, citata da Stradone e da Plinio il vecchio, costituisce quindi lungo la via Flaminia ed in funzione di essa, un importante centro di aggregazione.
Ma è noto che già in epoca preromana le popolazioni native residenti sulle colline e nelle campagne vicine avevano inurbato il suo territorio sin dalla media età del bronzo, con insediamenti su posizioni forti, al culmine di rilievi dominanti le sottostanti pianure e le vie naturali di comunicazione.
L’apertura della via Flaminia, tracciata fra il 220 e il 219 a.C., fu quindi un momento di ulteriore importante sviluppo per le popolazioni locali.
I movimenti commerciali ed in genere i trasporti di merci e persone lungo la Flaminia, fra Roma e l’Adriatico e più in generale verso l’Italia settentrionale, furono motivo di avvicinamento di queste popolazioni a ridosso dell’asse viario e delle sue zone limitrofe.
Gli scavi, susseguitisi in vario modo spesso improprio a partire dal XVI secolo, culminati nelle campagne archeologiche tra il 1951 e il 1972, hanno fatto riemergere nella ferace vallata non solo la descritta notevole quantità di monumenti e di infrastrutture, ma anche una serie di iscrizioni di vario genere, dalle quali univocamente appare la storia di un municipio prospero ed anche dotato di iniziativa politica, con i ruoli svolti dalle magistrature di derivazione romana e l’associazionismo mercantile, di una vivacità simile a quello ben rappresentato nei mosaici del porto di Ostia Antica. La complessa struttura urbanistica raggiunge l’apice della sua vastità e della sua valenza nel periodo augusteo: ad allora risalgono gli importanti eventi dell’ottenimento della costituzione municipale e dell’ assegnazione alla tribù Clustumina.
A partire dalla fine del III secolo d. C. nessuna fonte, documentaria o epigrafica, cita Carsulae, seppure la città facesse parte della regione Tuscia et Umbria.
Infatti, la decadenza di Carsulae e il suo abbandono iniziano dal quarto secolo a ragione della perdita di importanza del ramo occidentale della Flaminia, a beneficio di quello per Interamna e Spoletium. ovvero il percorso cosiddetto “orientale” della Via Flaminia. La distruzione di Carsulae è connessa poi ad un cataclisma naturale, un violento terremoto comprovato dalle risultanze degli scavi archeologici.
Carsulae neppure risulta essere mai stata sede vescovile e l’unica traccia cristiana fu data nella tarda trasformazione di un edificio romano nella chiesetta di San Damiano, anomalia storica perfettamente integrata nel mirabolante quadro paesaggistico.
IL SUGGERIMENTO di Filippo e Rosemarie Iannarone, viaggiatori incliti: l’escursione a Carsulae ben si combina con la visita del giacimento fossile di Dunnarobba, luogo per intenditori del tempo e delle leggi dell’universo.


Interesting itinerary that i will visit for sure during my next vacation in Umbria. Do you think that an half day it is enough to discover the whole site?
Yes, the visit to the whole site – gate to gate – and to the local pretty Roman museum require between three and four hours. Enjoy this place in a sunny day in Spring or Autumn at its nest.