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Non solo rossi a Montefalco di Filippo Iannarone & Mirko Torrini

18 ott

Un solatio pomeriggio di inizio Autunno ci porta a gironzolare tra colline, vigneti e, inevitabilmente, cantine di quella parte dell’Umbria assurta a recente maggior fama non solo per le rinnovate mirabilia di Benozzo Gozzoli o le magnifiche tessiture creatrici di stupendi lini e sgargianti trame, quanto e forse soprattutto per la gloria conquistata sul campo, scusate sui vigneti, da fantastiche annate di sagrantino e delle sue varie combinazioni. e modulazioni nei rossi di questa apprezzata d.o.c.g. .
Memori di tante positive esperienze gustative e sempre alla ricerca di spunti enologici originali ci siamo imbattuti del tutto involontariamente e su convincente insistente suggerimento di un amico Oste di talento – un Oste con la O maiuscola in quel di Montefalco – in un affascinante bianco della cantina Spacchetti.
Proprio alle porte di Montefalco il Colle Ciocco è il toponimo della giacitura dei vigneti della Famiglia Spacchetti  e della omonima Cantina: una giacitura di  bellezza bucolica ineffabile coronata da monti, valli e pendici di gran fama con torri e castelli e comuni e arricchita dalla sinuosità del Clitunno. E’ qui che nel 1935 Settimio Spacchetti ha creato la sua azienda agraria, oggi affidata alla seconda generazione, i figli Lamberto ed Eliseo, con otto ettari di vigneto di sagrantino e varie uve e nove ettari di magnifico oliveto.  E’ qui che nasce il “Clarignano†con un felice accoppiamento di un generoso grechetto ammansito nella sua naturale e congeniale agrezza dalla aromaticità, finezza ed equilibrio di un eccellente viognier.
L’incontro con questo elegante bianco dalla luce brillante e carica al contempo impone subito una percezione olfattiva intensa e marcatamente fruttata con accenti di pesca e frutta tropicale ed a seguire al palato una emozionante freschezza equilibratamente abbinata a morbidezza e sapidità.
Il risultato d’insieme comporta una valutazione di rara eleganza per un bianco di queste zone e, quindi, inevitabilmente una raccomandabilissima new entry nella nostra carta dei vini.
Ed ecco alcuni dettagli tecnici del “Clarignano†della cantina Spacchetti :
* Produzione: 8000 bottiglie
* Uve: Grechetto 50%; Viognier 50%
* Vinificazione: pressatura soffice, chiarifica statica a freddo e fermentazione in   acciaio a temperatura controllata
* Maturazione: sulle fecce in vasca di acciaio per 4 mesi
* Affinamento: in bottiglia per 3 mesi

IL SUGGERIMENTO DEL SOMMELIER MIRKO TORRINI
Servire molto fresco, ma non freddo (ca. 12 C). Un abbinamento ideale:  carpaccio di pesce spada su insalata di finocchi e gelato di cipolla (ricetta dello Chef Nicola Fanfano)

TEATRO DEL SOGNO da Chagall a Fellini “un inusuale itinerario visivo nell’inconscio estetico moderno†di Filippo Iannarone

18 ott

Finalmente un evento al di fuori di schemi celebrativi o ricorrenziali, finalmente una partenza concettuale e non un semplice chi-dove-quando-come a fattori alterni ma di trita ovvietà: Questa la sintesi bene augurale di questa importante positiva iniziativa della Galleria Nazionale dell’Umbria, la cui intuizione direzionale eleva ancor più l’indiscusso giacimento culturale di cui dispone storicamente.  

Luca Beatrice è il geniale curatore di questo evento culturale e certamente qui apprezzabilmente manifesta il suo intuito e la sua propensione a travalicare la materialità ontologica per cogliere i fondamentali dell’umana introspezione in estetica e dell’umano inconscio nell’immaginario creativo.  

Del resto il sogno rappresenta al contempo il tema, il soggetto e il pretesto che ha invaso l’immaginario estetico degli artisti scelti in questa mostra per costruire un percorso espositivo che intreccia il Simbolismo di inizio Novecento con l’arte contemporanea, i diversi “surrealismi†con alcune delle più suggestive espressioni del cinema. Ed ecco svolgersi l’intreccio con le opere di Marc Chagall innanzitutto e poi Salvador Dalì, Giorgio de Chirico, Paul Delvaux, Max Ernst, Renè Magritte, André Masson, Joan Mirò, Man Ray, Alberto Savinio, Yves Tanguy, Fernando Botero ed ancora Umberto Boccioni, Arnold Böcklin, Paul Klee, Max Klinger, Plinio Nomellini, Gaetano Previati, per continuare con le esperienze pittoriche della Transavanguardia italiana e internazionale – Sandro Chia, Mimmo Paladino, Julian Schnabel, David Salle – e le suggestioni proposte da video, installazioni e sculture di artist-star del nuovo millennio – Jan Fabre, Damien Hirst, Tony Oursler, Pinot Gallizio. Il percorso espositivo si arricchisce di un ulteriore intreccio visivo grazie al cinema: il surrealismo di Luis Buňuel, l’assurdo di Samuel Beckett, “Sleep “di Andy Warhol e la sua controparte odierna di Sam Taylor Wood, “Spellbound†(Io ti salverò) del 1954 di Alfred Hitchcock e con un importante omaggio a Federico Fellini, di cui, oltre ai film “I clown†e “La citta delle donneâ€, sonoo proposti i disegni originali del suo famoso “Libro dei sogniâ€.  

Qualche informazione utile:  

Informazioni e prenotazioni 199.151.123
http://mostrateatrodelsogno.it/  

Fino al 9 Gennaio 2011 al martedì alla domenica dalle ore 9.30 alle ore 19.30.
Chiuso il lunedì, 25 dicembre e 1° gennaio Aperto 1° novembre, 6 e 27 dicembre e 3 gennaio.

Parte la Mille Miglia 2011 la corsa più bella del mondo di Filippo Iannarone

18 ott

L’indimenticabile sapienza cinematografica di Federico Fellini ha immortalato la “Mille Migliaâ€Â  nelle sequenze tra l’onirico e l’autobiografico del suo capolavoro “Amarcordâ€: qui in perfetta narrativa cinematografica la corsa più bella del mondo dispiega la sua fascinosa potenza tra il rombare di motori esasperati dalla violenza competitiva di appassionati piloti e l’entusiasmante sonorità di un pubblico composito ammaliato da questa espressività tecnologica percepita in modo così dirompente nell’agonismo della gara notturna e dei suoi bagliori.  

E’ una sequenza indimenticabile ed emozionante: era la settima edizione della Mille Miglia, era nel lontano 1933. E’ una sequenza che ogni anno si rinnova con gloriosa coreografia tra le colline di Umbria e Toscana al passaggio delle auto d’epoca e dei loro piloti, un binomio di imbattibile meccanica e di appassionato talento conduttore.  

Lo spettacolo è garantito in tutto lo splendore sensoriale offerto dai luccicanti colori dei cofani ringhiosi e dai bagliori dei riflessi su gioiose cromature ed ancora dalle sonorità possenti e modulate dalla tempestività di azione di piloti tesi alla massima performance. L’attenzione al modello preferito o al dettaglio costruttivo sconosciuto accrescono la godibilità della grande kermesse, alla quale si aggiungono le tante frivolezze di piloti e navigatori, spesso cavaliere e dama, con studiate pose ed ineguagliabili capricci modaioli o di rivisitazione iconografica.  

Si è proprio bella la Mille Miglia, è un grande spettacolo ed una grande emozione.  

Prepararsi per tempo per noi significa già ora attendere il prossimo weekend del 13 e 14 Maggio 2011 per il doppio appuntamento a Sanspolcro e a Buonconvento, una duplice eccezionale occasione di partecipazione alla Mille Miglia ed al suo fantasmagorico corredo di emozioni.  

Come sempre ci saremo e con noi i pochi saggi fortunati che avranno deciso di fare proprio uno dei motti della Mille Miglia: i sogni più belli non si fermano mai …  

  

  Vi aspettiamo e per saperne di più scriveteci su questo blog oppure mandaci una e-mail a info@villamontesolare.com

L’uva e le sue doti per rigenerare la pelle e non solo …

5 set

E’ tempo di vendemmia, le vigne si animano per la raccolta dell’uva. Inizia così la sapiente lavorazione che porta alla produzione del nuovo vino. L’utilizzo del vino e dei componenti della vite e dell’uva non è più limitato alle nostre tavole, ma lo ritroviamo anche in nuovi segreti di  bellezza e formule per il relax.
Primi fra tutti a scoprirne e riscoprirne i molteplici effetti sono stati i Francesi. Infatti, è stato proprio un medico francese a scrivere il primissimo trattato sui benefici del vino, esattamente nel 1410. Poi sempre in Francia, nella zona di Bordeaux, per iniziativa di una donna  Mathilde Cathiard, figlia dei proprietari dei vigneti Chateaux Smith Haut-Lafitte, si pensò di utilizzare l’uva, come la talassoterapia e le cure termali tradizionali utilizzano l’acqua, per una serie di trattamenti più facilmente conosciuti col nome di  “vinoterapiaâ€. Fra i componenti più importanti dell’uva troviamo un polifenolo più propriamente detto “resveratrolo†un principio multifunzionale, che si trova nei semi (vinaccioli) e nella buccia dell’uva rossa e, di conseguenza, anche nel vino da essa ricavato.
Le proprietà di questa molecola, risultano essere molto interessanti nel settore della cosmesi per: l’azione antiossidante; l’effetto antinfiammatorio e vasodistensore; la capacità di stimolare la sintesi di collagene nonchè di filtrare in maniera efficace le radiazioni UV-B. Tutto ciò è facilmente spiegabile considerando che il ruolo del “resveratroloâ€Â  in natura, ovvero nell’uva, è quello di “protettivo†e “antiparassitario†naturale.
Nel centro benessere Le Muse Spa & Beauty ci affidiamo per la vino-cosmesi alla linea cosmetica “Vinoble†altamente professionale e naturale, con prodotti basati sui principi attivi delle uve ottenute nei vigneti della splendida Styria nel cuore verde dell’Austria:  qui buona parte del territorio è boschivo e, per circa un quarto, ricoperto da prati, frutteti e vigneti. La parte meridionale della Styria è anche soprannominata “la Toscana d’Austria”. Nel nostro menù di trattamenti di vinoterapia si trovano ben quattro possibilità per conoscere e apprezzare i benefici dell’uva e dei suoi componenti e sono un peeling al sale e vinaccioli, un idromassaggio all’estratto d’uva e foglie di vite rossa, una maschera modellage al viso o al corpo e da ultimo – ma primo in originalità – il Massaggio ai vinaccioli caldi: questo trattamento consiste in un particolarissimo massaggio di ispirazione olistica con utilizzo di fagottini caldi contenenti vinaccioli ed azioni manuali con il loro stesso olio ottenuto da spremitura a freddo. Una tecnica unica capace di rinvigorire e donare rilassamento allo stesso tempo, per ottenere un naturale bilanciamento energetico. Inoltre, la particolare azione di contatto dinamico sul corpo di questi fagottini, riscaldati con all’interno i vinaccioli, conferisce al massaggio un ulteriore effetto rilassante in caso di tensioni muscolari, stress, e stanchezza: un effetto proprio anche dei noccioli di ciliegia, ben più noti e utilizzati anticamente come rimedio contro dolori sia muscolari sia articolari, in cuscini da riscaldare e porre a contatto con la parte dolente.
A questo punto non resta che venire a scoprire personalmente la particolarità e l’effetto straordinario di questo massaggio.

 

CAMPOLEONE UN ROSSO LEGGENDARIO di Filippo Iannarone

2 set

Ho conosciuto Ferruccio Lamborghini in un pomeriggio assolato di più di venti anni fa.
Ero di qualche minuto in ritardo sul nostro appuntamento e mi ero praticamente perso in un dedalo di strade sterrate tra i vigneti a ridosso delle colline a sud di Panicale. Un trattore era fermo sul ciglio di una di queste polverose strade e due operai in tuta da meccanici stavano esplorandone il cofano come se fossero in panne: scendo dalla mia vecchia Range Rover, chiedo dove avrei potuto trovare gli uffici dell’ingegner Lamborghini  ed il più indaffarato dei due operai sorride un po’ ironicamente e mi tende la mano dicendo semplicemente con inconfondibile accento emiliano “eccomi quaâ€.
Ferruccio Lamborghini amava le terre del Trasimeno, il suo buon ritiro e la sua ultima creatura aziendale: con quanto entusiasmo mi descrisse i vigneti ed il progetto del golf, indicandomi con ampi gesti delle mani le varie zone della tenuta e dove sarebbe sorta la club house.
Ripercorrendo quelle stesse strade sterrate molti anni dopo, i vigneti mi mostrano tutta la cura e la passione trasfuse dall’â€Ingenere†alla figlia Patrizia Lamborghini: i filari di sangiovese, di merlot, di cabernet sauvignon e del familiare autoctono ciliegiolo si susseguono ben curati e con grappoli di grande promessa.
Di un vino non basta certamente la pur essenziale descrizione tecnica, un po’ algida e laboratoriale, e neppure la sontuosità delle dotte e raffinate recensioni di spiegazioni sensoriali olfattive e gustative per comprenderne la vera essenza, la vera anima e la vera godibilità: occorre la visione della sua terra, dei suoi filari, delle sue tinaie e delle sue botti, della sua gente.
Certamente per la Tenuta Lamborghini  è stata preziosissima la collaborazione con il grande wine maker Riccardo Cotarella: il Maestro del Vino ha impresso anche quella necessaria autorevolezza alla gamma di cantina per la giusta considerazione nei cenacoli internazionali di valutazione dei vini  da Robert Parker in poi. Ed i riconoscimenti ed i premi non si sono fatti attendere per il vino più rappresentativo delle potenzialità dei vigneti e della cantina Lamborghini, il Campoleone appunto dal 1997.
Dopo qualche buona annata questo pregiato vino nel bicchiere si appalesa nel bicchiere di colore rosso violaceo con notevoli profumi  di frutti di bosco, liquirizia, vaniglia, cacao, persistente ed intensamente fruttato.
Al palato si conferma pieno, ampio e vellutato con tannini eleganti in buona evidenza ed una piacevolissima persistenza.
Ed ecco alcuni dettagli tecnici del Campoleone
* Uve utilizzate:
50% Sangiovese e 50% Merlot da vigneti con densità di 5500 ceppi/ettaro e rese per pianta non superiori a 1 kg.
* Macerazione di ventidue giorni a contatto con le bucce
* Fermentazione malolattica in barrique
* Affinamento:
separatamente 12 mesi in barrique di rovere francese nuove , seguiti da 6 mesi di affinamento in bottiglia
* Possibilità di invecchiamento:
15 anni
Il suggerimento del sommelier: se trovate l’annata 2001 acquistatela subito, è magnifica e si abbina meravigliosamente ad uno stracotto di manzo: nel nostro Ristorante Dolium è un abbinamento quasi d’obbligo con la guancia di vitello brasata al sangiovese.

Carsulae bellissima colonia romana

14 lug

La scoperta di un nuovo itinerario contiene in sé già una forte emozione per il viaggiatore attento, la scoperta di un sito archeologico rafforza tele emozionalità in un diadema di importanti memorie e connessioni riportate dalla storia, la scoperta di  un habitat inalterato nei secoli e di un paesaggio originario costituisce un sopraffino piacere sensoriale e culturale al contempo.
Ebbene tutto ciò si ritrova a Carsulae, colonia e città romana, certamente uno dei siti archeologici romani di maggiore importanza e spettacolarità in Italia.
Carsulae si raggiunge facilmente dalla Villa di Monte Solare percorrendo la E45 in direzione di Terni e, superata Acquasparta, uscendo a Sangemini.

Carsulae veduta aerea

Carsulae aerial view

 Immediatamente appare di Carsulae la favorevolissima posizione geografica, protetta come è ad est dalle pendici del poggio Chicchirichi, propaggine meridionale dei vicini e visibili Monti Martani, e spaziando su un pianoro appena ondulato in direzioni aperte ad ovest, a nord e a sud, ponendosi sulla vallata del torrente Naia, un immissario del Tevere.
Già dalla sua posizione geografica e dalla vista del territorio circostante si intuisce come la vis conservativa di questo sito archeologico sia sostanzialmente da ascrivere all’assenza di altri centri urbani in una ragionevole distanza per il riutilizzo, in questo caso mai avvenuto, dei materiali da costruzione lapidei e dei correlativi ornati. Ecco che Carsulae appare pressocchè integra, non commistionata dai vissuti di epoche successive a quella romana, e consente al visitatore l’immediata lettura del suo articolato impianto urbanistico e del tessuto funzionale dei diversi edifici pubblici, religiosi, privati e commerciali fino alle terme ed alla necropoli.
La via Flaminia attraversa interamente Carsulae, da Nord a Sud, costituendone la infrastruttura di maggior rilievo visivo e, data la pressocchè totale integrità della sua pavimentazione, insieme al paesaggio intatto ed indisturbato da intrusioni posteriori, offre un quadro di ineffabile bellezza.

Ai lati della via Flaminia si incastonano nei verdi prati le gemme monumentali: i templi gemini, il Foro, l’Anfiteatro, il Teatro, l’Arco di San Damiano, le terme, le cisterne e le tombe monumentali.
Carsulae, citata da Stradone e da Plinio il vecchio,  costituisce quindi lungo la via Flaminia ed in funzione di essa, un importante centro di aggregazione.
Ma è noto  che già in epoca preromana le popolazioni native residenti sulle colline e nelle campagne vicine avevano inurbato il suo territorio sin dalla media età del bronzo, con insediamenti su posizioni forti, al culmine di rilievi dominanti le sottostanti pianure e le vie naturali di comunicazione.
L’apertura della via Flaminia, tracciata fra il 220 e il 219 a.C., fu quindi un momento di ulteriore importante sviluppo per le popolazioni locali.
I movimenti commerciali ed in genere i trasporti di merci e persone lungo la Flaminia, fra Roma e l’Adriatico e più in generale verso l’Italia settentrionale, furono motivo di avvicinamento di queste popolazioni a ridosso dell’asse viario e delle sue zone limitrofe. 
Gli scavi, susseguitisi in vario modo spesso improprio a partire dal XVI secolo, culminati nelle campagne archeologiche tra il 1951 e il 1972, hanno fatto riemergere nella ferace vallata non solo la descritta notevole quantità di monumenti e di infrastrutture, ma anche una serie di iscrizioni di vario genere, dalle quali univocamente appare la storia di un municipio prospero ed anche dotato di iniziativa politica, con i ruoli svolti dalle magistrature di derivazione romana e l’associazionismo mercantile, di una vivacità simile a quello ben rappresentato nei mosaici del porto di Ostia Antica. La complessa  struttura urbanistica raggiunge l’apice della sua vastità e della sua valenza nel periodo augusteo: ad allora risalgono gli importanti eventi dell’ottenimento della costituzione municipale e dell’ assegnazione alla tribù Clustumina.
A partire dalla fine del III secolo d. C. nessuna fonte, documentaria o epigrafica, cita Carsulae, seppure la città facesse parte della regione Tuscia et Umbria.
Infatti, la decadenza di Carsulae e il suo abbandono iniziano dal quarto secolo a ragione della perdita di importanza del ramo occidentale della Flaminia, a beneficio di quello per Interamna e Spoletium. ovvero il percorso cosiddetto “orientale” della Via Flaminia. La distruzione di Carsulae è connessa poi ad un cataclisma naturale, un violento terremoto comprovato dalle risultanze degli scavi archeologici.
Carsulae neppure risulta essere mai stata sede vescovile e l’unica traccia cristiana fu data nella tarda trasformazione di un edificio romano nella chiesetta di San Damiano, anomalia storica perfettamente integrata nel mirabolante quadro paesaggistico.
IL SUGGERIMENTO di Filippo e Rosemarie Iannarone, viaggiatori incliti:  l’escursione a Carsulae ben si combina con la visita del giacimento fossile di Dunnarobba, luogo per intenditori del tempo e delle leggi dell’universo.

UMBRIA JAZZ 2010 A LUGLIO DIECI GIORNI DI GRANDE MUSICA

13 lug

Nel cuore dell’estate e nel cuore verde d’Italia, l’Umbria un appuntamento musicale divenuto ormai un classico impedibile per gli amanti del genere musicale e non solo: un festival jazz tra gli eventi musicali di maggiore importanza in Italia ed in Europa in una cornice fantastica di pubblico e di location spettacolari.

Era il 1973 quando la prima edizione di Umbria Jazz si rivelò nel panorama musicale un evento di grande prospettiva musicale e di grandi proposte per un pubblico maturo per meritare appunto la gratificazione di grandi artisti provenienti da tutto il mondo in un susseguirsi di kermesse musicali a perdifiato.
Le edizioni di Umbria Jazz negli anni successivi hanno confermato sempre l’elevata qualità del cartellone proposto, delle performances degli artisti e del crescente successo di pubblico e di critica, ma soprattutto la grande musica goduta dagli appassionati di jazz.

umbria jazz dancers

umbria jazz dancers

Come da tradizione l’Arena di Santa Giuliana ospiterà i concerti di grande attrazione di pubblico e per la serata finale, con ingresso gratuito, l’evento “Sons e Movimentos do Desejoâ€.

Altri luoghi ben noti agli habituées di Umbria Jazz continueranno ad affascinare con la loro acustica come il Teatro Morlacchi e l’Oratorio di Santa Cecilia: Così come sono imperdibili gli ormai tipici abbinamenti tra note musicali ed enogastronomia alla Bottega del Vino, al Ristorante La Taverna e all’Hotel Brufani. Una sempre speciale menzione deve farsi per il più caratteristico spettacolo tra le vie storiche del centro di Perugia: la ormai tradizionale street parade della brass band di New Orleans, con le sue spettacolarità e le sue inconfondibili tonalità rappresentative della storia e delle radici culturali del jazz.

Anche per l’edizione 2010  il cartellone annovera talenti artistici e musicali di eccezione e tra gli altri Sonny Rollins, Pat Metheny, Chick Corea, The Manhattan Transfer, Herbie Hancock, Roy Argrove. Ed ancora grandi espressività vocali come le voci di Tony Bennett e Mario Biondi o il grande jazz Italiano con Enrico Rava e Stefano Bollani. In queta edizione un nome, poi, su tutti Mark Knopfler , vero e proprio protagonista della storia del jazz.
Show nello show saranno quest’anno i compleanni di Sonny Rollins, ottanta anni, e Herbie Hancock, settanta anni, per non dire della celebrazione dei quaranta anni di sodalizio artistico dei Manhattan Transfer.

Una particolare menzione merita anche la serie dei concerti dedicati agli artisti ECM, la casa discografica tedesca riconosciuta primeggiare per la qualità delle sue produzioni musicali, Ed, infine, last but not least l’omaggio alla musica del chitarrista gitano Django Reinhardt.
Buona musica e buon Umbria Jazz a tutti.

Oro a Montefalco si dice Colpetrone Gold Sagrantino d.o.c.g.

28 giu

Nel volgere di pochi anni Colpetrone è divenuta una delle cantine di spicco del comprensorio della zona D.O.C.G. di Montefalco per importanza della produzione, per apprezzamento della critica, per il successo di pubblico.

Certamente la diffusione sempre più accresciuta del Sagrantino ha contribuito alla positiva performance: il merito di questo vitigno autoctono tra i più antichi d’Italia ed il più ricco di preziosi tannini e polifenoli è valorizzato a Colpetrone da una lavorazione attenta e che ne esalta potenza ed unicità con una contestuale garanzia di eleganza ed equilibrio sensoriali.

Qui, infatti, nei sessantatre ettari di vigneti in splendida posizione ad una altitudine di 350 m. sul livello del mare e con una ottimale esposizione dei vigneti a sud-est, si sono adottati sistemi di allevamento dei vitigni, con forma a cordone speronato e con una densità tra i 4000 ed i 5000 ceppi per ettaro, di notevole valenza qualitativa con una produzione media di 60 quintali per ettaro, ovvero una produzione media inferiore di circa il 25% inferiore al limite massimo di ottanta quintali fissato dal disciplinare.

Ed è proprio qui che, grazie ad un terroir del tutto particolare e limoso, il vitigno Sagrantino assume caratteristiche organolettiche assolutamente originali ed irripetibili.

In uscita da poche settimane in prima annata COLPETRONE GOLD SAGRANTINO D.O.C.G. è certamente il miglior frutto dell’esperienza maturata in anni di lavoro in questi vigneti di Montefalco dall’ Enologo Lorenzo Landi e dagli Agronomi Franco Fierli e Roberto Zampieri.

Gold sagrantino rappresenta certamente il capolavoro creativo e distintivo della Cantina Colpetrone, racchiudendo in sé il meglio della produzione in vigna, poichè viene prodotto solo nelle annate migliori dei vigneti storici Santa Maria del Fico e San Marco; dove l’esposizione ed il particolare microclima completano il background qualitativo.

Gold Sagrantino in degustazione risulta meritatamente essere un vino estremamente ricco, dal colore intenso, con profumi di frutta rossa e spezie, rivelando al palato l’eleganza e la struttura propria e distintiva del territorio di provenienza.

In pochi anni da eccellente investimento Gold Sagrantino diverrà il prestigio di un bere raffinato per abbinamenti enogastronomici di alto profilo.

COLPETRONE GOLD SAGRANTINO D.O.C.G. 2005

  • Uvaggio: Sagrantino 100%
  • Affinamento: 12 mesi in barrique di rovere francese, seguiti da 24 mesi di bottiglia dopo un breve passaggio in acciaio inox
  • Possibilità di invecchiamento: oltre 15 anni

IL SUGGERIMENTO DEL SOMMELIER

Acquistare subito questo vino importante anche nel formato magnum da 1,5 litri ovvero il formato ideale per il migliore invecchiamento nella propria cantina.

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Dal miele la bellezza per l’estate

26 giu

La saggezza dei rimedi naturali e l’estetica professionale per la salute e la bellezza.

di Roberta Sini estetista responsabile de “Le Muse Beauty e Spaâ€

L’Estate si sa è la stagione delle api e del loro incessante e paziente lavoro da fiore in fiore : una enorme quantità di lavoro con molteplici attività benefiche nella catena degli equilibri naturali della vita campestre. certamente di queste attività le più note sono la produzione del miele e della pappa reale.

Soffermiamoci sul miele, sinonimo di dolcezza ed alimento dalle ineguagliabili virtù anche salutiste con tanti diversi positivi effetti sul metabolismo dell’uomo.

Tra le altre proprietà il miele è considerato uno dei migliori tra l’estesa gamma di cosiddetti “rimedi naturaliâ€: infatti il miele era già noto nell’antichità più lontana tra i più importanti ed efficaci unguenti per curare ferite ed ustioni sulla pelle, particolarmente quelle superficiali e ciò proprio grazie alla incredibile azione di rigenerazione cellulare innescata dal miele stesso. Di tale saggio rimedio naturale ne sono testimonianza addirittura numerosi ritrovamenti di antichi papiri egizi a riprova dell’utilizzo non solo alimentare fin dai tempi di una delle culle più importanti della civiltà. E di tale medicamentoso utilizzo del miele si potrebbe giustamente costruire una monumentale antologia presso i Greci prima e poi presso i Romani.

Negli ultimi decenni, superato il modernismo della produzione farmaceutica di impostazione industriale, sempre più intenso e costante è stato lo svilupparsi di un giusto ritorno alla valorizzazione delle proprietà di tanti prodotti naturali: ed ecco il miele, il finissimo prodotto del lavorio delle api, ritornare ad essere ingrediente primario di molti cosmetici. Questo più che giustificato revival dei prodotti naturali, ed in particolare del miele, ha accresciuto enormemente l’utilizzo del miele stesso allo stato puro nell’ambito di moltissimi trattamenti offerti dai migliori centri di estetica e dai più qualificati centri benessere.

Il miele, l’oro dolce delle api, ha quindi, grazie ai suoi tanti componenti, molteplici e pregevoli qualità a tutto beneficio della pelle. La pelle, come ben si sa, cambia le proprie caratteristiche e le corrispondenti necessità di cure durante tutto l’arco dell’anno a seconda delle diverse stagioni.

Con l’arrivo dell’estate è maggiore il contatto con l’aria, con il sole, con l’acqua e, conseguentemente, è importante mantenere la pelle ben idratata e nutrita per aumentarne le sue difese naturali e anche migliorarne l’aspetto ed il miele si rivela facilmente in questo un ottimo alleato.

Tra le proposte de “Le Muse Spa & Beauty†da anni in Estate riscuote un ottimo successo proprio un piacevolissimo massaggio del corpo al miele, un massaggio che come il suo ingrediente base si rivela lentamente dolce, intenso, avvolgente.

Il risultato è realmente garantito grazie ad una perfetta sinergia di benessere azionata sulla pelle secca e stressata. La ricetta di base è realmente semplice e naturale con una saggia combinazione di miele di acacia e di castagno, pappa reale e melata di Metcalfa, ovvero un concentrato naturale di zuccheri, proteine, enzimi, vitamine e aminoacidi con alto valore biologico, insieme a sali del Mar Morto ed a olio di mandorle dolci ed estratti vegetali..

Un trattamento polifunzionale con azione non solo ristrutturante, calmante e protettiva ma anche con ulteriori effetti drenanti e riattivanti della circolazione superficiale. Grazie a queste azioni la pelle si rinnova e si nutre in profondità rimanendo allo stesso tempo compatta e piacevolmente setosa e positivamente predisposta per gioire del sole dell’estate.

Il fornitore della ricetta di base è Gerard’s, casa cosmetica da sempre all’avanguardia nel coniugare estetica e relax. Il massaggio al miele è un trattamento consigliato a chi, a tutte le età, desidera una pelle idratata, rinfrescata e giustamente irresistibile.

Crema di Piselli con ricotta, olive e pomodoro

25 giu

Crema di piselli con ricotta di pecora alle olive e pomodoro concassè

Una ricetta dello Chef Nicola Fanfano proposta dal Ristorante Dolium

A cavallo tra la fine della Primavera e l’inizio dell’Estate l’orto si arricchisce di perle verdi preziose per la salute e ricche di delicati sapori per il palato: i freschi piselli da sgusciare con tanta pazienza e dedizione, da sgusciare anche in compagnia di una buona musica.

Dall’ingrediente base ecco una ricetta fresca, delicata e saporita, arricchita dalla ricotta di pecora particolarmente gustosa grazie alla varietà e bontà delle erbe dei pascoli primaverili e dalla tipica squisitezza mediterranea delle olive snocciolate ed un tocco di pomodoro concassé.

Una ricetta di semplice esecuzione, ricca di profumi e di bell’aspetto nel servizio in una tavola piacevolmente ricca di apparenze floreali di stagione.

Ecco gli ingredienti per 4 porzioni:

  • 300 grammi di piselli freschi sgusciati
  • ½ cipolla
  • 200 grammi di ricotta di pecora
  • 40 grammi di olive nere snocciolate
  • 1 pomodoro Sanmarzano ben rosso
  • 1 uovo
  • foglie di alloro
  • un ciuffo di prezzemolo
  • 200 ml di brodo vegetale
  • olio extravergine di oliva
  • sale

Per una corretta esecuzione della ricetta:

  • soffriggere la cipolla in una pentola con l’olio extravergine di oliva ed una foglia di alloro;
  • all’indoratura della cipolla aggiungere i piselli sgusciati ed il brodo vegetale e portare a fine cottura, salare un poco
  • frullare il tutto ad immersione delicatamente con un minipimer
  • unire amalgamando la ricotta alle olive snocciolate e tritate finemente con il prezzemolo, l’uovo ed il sale
  • preparare con un doppio cucchiaio delle quenelle da passare poi in forno a 180°C per 5 minuti
  • servire in un piatto fondo la crema di piselli, tre quenelle di ricotta e a guarnire il pomodoro concassé a pioggia.

IL SEGRETO DELLO CHEF

Per non far ingiallire la crema di piselli e mantenerla di un verde acceso cuocere i piselli pochi minuti e quando si frullano aggiungere un paio di cubetti di ghiaccio, scaldarla soltanto all’ultimo minuto prima di servire.